Ballare, che passione! Giuseppe e Katia, talento e successi

“La danza inizia dove finiscono le parole” diceva il grande regista russo Aleksandr Jakovlevic Tairov.  Se si ama Tersicore e la sua arte, la si ama necessariamente di un amore viscerale che può essere compresa pienamente solo da chi la condivide. Impegno, sudore, sacrifici, una passione che si coltiva anche a scapito di tante rinunce. Esiste qualcosa di più emotivamente coinvolgente di un ballo, gioia per chi danza e per chi guarda? La danza è più di uno sport, poiché la sua eleganza e le emozioni che sa suscitare, raccontano storie spesso di vita vissuta, nell’abbandonarsi al movimento del corpo mosso dalla melodia della musica.

La danza sportiva rappresenta l’evoluzione della disciplina artistica, ed è uno sport vero e proprio, con tutti i crismi, con tanto di regole, federazione e livelli, dall’amatoriale al professionistico, nelle varie classi. La FIDS nata nel 1996 è stata ormai riconosciuta dal Coni ed è stata inserita tra gli sport olimpici nel 2007. La danza sportiva si divide in danze artistiche (accademiche, coreografiche e street dance) e danze di coppia (standard, latino-americane, combinate, sala, liscio, e regionali, folk).

La festività di Capodanno, tradizionalmente, uno dei momenti topici in cui tutti amiamo fare i cosiddetti “quattro salti” è stata la giusta occasione per intercettare per Stato Quotidiano, Giuseppe Gambuto e Katia Castriotta, una delle coppie di ballo, tra le più talentuose di Manfredonia. I due campioni sipontini si sono piacevolmente concessi alla nostra intervista e ci hanno raccontato le loro esperienze, i loro successi e le loro preoccupazioni che hanno vissuto e stanno vivendo con la loro attività di ballerini, nell’era della pandemia di Covid 19.

Quando vi siete conosciuti ed avete iniziato a ballare assieme?

“Ci siamo conosciuti nel 1994 durante la preparazione di un gruppo di Carnevale e da allora non ci siamo più separati”.

Quali sono stati i vostri esordi agonistici?

“La prima gara fu nel lontano 1994, liscio e ballo da sala e dopo alcune competizioni abbiamo affrontato il nostro primo Campionato Italiano nel 1995, dove ci siamo classificati 3° nel ballo da sala”.

I vostri migliori risultati in carriera?

“Nel 1996 siamo diventati vicecampioni italiani di ballo da sala e 4° nel liscio. Abbiamo ottenuto 3 titoli regionali consecutivi nel 1996-1997-1998 ed un titolo interregionale di Danze Latine. Nel 1998 fummo 5° al campionato di danze standard (Valzer lento, Tango, Valzer Viennese, Slow Fox, Quickstep, n.d.r.) con ben 101 coppie partecipanti e nel 2003 finalisti in danze latine su 70 coppie in gara”.

Quando è nata la vostra associazione?

“La nostra associazione “Stella del Gargano” nasce nel 1998 che poi divenne dopo qualche anno “Asd Dancing School Maracaibo”. Siamo partiti in una piccola sede e tante erano le coppie che si cimentavano sia a livello agonistico che amatoriale, con cui ci siamo tolti grandissime soddisfazioni, con diversi titoli italiani ottenuti”.

La vostra carriera sportiva ha subito uno stop per lieti eventi personali, vero?

“Sì, vero, dal 2005 ci siamo fermati per un periodo ma non lasciando mai la nostra passione per il ballo, continuando, appunto, a studiare e ad insegnaare. Nel frattempo ci siamo sposati ed è arrivato nostro figlio Loris”.

Quando avete ripreso a gareggiare avete raggiunto nuovi straordinari risultati. Quali?

“Abbiamo ripreso nel 2014 facendo la prima gara internazionale a San Marino, dove abbiamo raggiunto il primo posto. L’anno successivo nel campionato italiano di Danze Standard Classe A, conquistammo la finale e il passaggio in classe internazionale per merito. Nel 2019 abbiamo ottenuto la semifinale ai campionati italiani di danze standard, classe internazionale, un risultato di assoluto rilievo”.

Chi vi sentite di ringraziare per tutti questi successi?

“Ci sentiamo di ringraziare assolutamente coloro che sono i nostri maestri, cioè: Ciro Zaccaro e Tina Albanese, affermati maestri di livello internazionale. A loro va tutta la nostra gratitudine”.

Come avete vissuto e state vivendo l’era pandemica?

“Purtroppo come tutti sapete a marzo 2020 siamo stati costretti alla chiusura, tra i primi, e lo stop causa Covid ha creato diversi problemi di varia natura, trovandoci in grande difficoltà e a vivere una vita diversa. La nostra fino a quel momento era piena di impegni tra allenamenti, lezioni di aggiornamento e corsi. E’ venuta poi a mancare tutta la socialità tra i soci che è il plus della danza”.

Cosa Vuol dire per voi ballare? e Quali sono i vostri sogni?

“Il ballo per noi è vita, è una cosa essenziale che fa parte di noi e di cui non possiamo fare a meno. La pandemia ha fatto diminuire di tanto il numero dei nostri associati, nonostante le tante precauzioni e le sale ampie. Il nostro sogno, pertanto, è proprio quello: che torni tutto alla normalità quanto prima e che si possa riprendere con serenità il nostro percorso competitivo e di tutti coloro che amano danzare”.

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