“Battito Bianconero”: la Juve e i suoi tifosi in giro per l’Italia

Sentirsi parte integrante di un gruppo, condividere le stesse passioni e la stessa fede calcistica sono i tre elementi cardine del nuovo club “Battito Bianconero”, nato poco più di un anno fa e che ha già collezionato nel corso della scorsa stagione sportiva, la cifra non indifferente di 261 tesseramenti. Il gruppo di supporters della Vecchia Signora racchiude simpatizzanti ed appassionati della Juventus principalmente tra Foggia e Manfredonia, ma chiaramente con l’obiettivo di non connotarsi geograficamente, ma unire sotto l’unica bandiera della propria squadra del cuore, tutti coloro che amano Madama. In un’era caratterizzata dalla forte presenza tecnologica e dalla fruizione degli eventi sportivi con qualunque tipologia di dispositivo, spesso in solitudine, la possibilità di socializzazione, discutere, confrontarsi e presenziare agli eventi dal vivo, significa immergersi in emozioni più reali e concrete. Il tifo per la stessa maglia o per lo stesso campione, poterlo applaudire o anche criticare, assaporare i suoni, l’ambiente, le vittorie e le delusioni e l’adrenalina della gara hanno accomunato tutti i fedelissimi iscritti alla comitiva di Battito Bianconero, che riceve consensi e cresce sempre più per iniziative ed organizzazione.

Abbiamo sentito per Sportivamente, la presidentessa del club “Battito Bianconero”, Daniela Ferrazzano a cui abbiamo rivolto le nostre domande sul club, sulla sua nascita e sul bilancio dell’annata appena trascorsa e i propositi per il nuovo imminente campionato.

Quando e perché è nata l’idea di fondare un club di tifosi bianconeri tra Foggia e Manfredonia?

“L’idea è nata a fine anno 2020 dalla passione per la nostra squadra e dalla condivisione di idee e di progetti da parte di un gruppo di amici. In verità il primo ad avere questa idea è stato Nando Palladino, un nostro socio, diversi anni fa. Era un suo sogno che ha visto realizzare ma che non può più condividere con noi perché un tragico incidente ce l’ha portato via”.

La scelta del nome di un club è molto importante. Come è avvenuta la vostra?

“Battito Bianconero” rappresenta il nostro cuore che batte, sempre e comunque, per quei colori. Abbiamo voluto un club senza una connotazione territoriale precisa ma che unisse i soci di tutta Italia e anche oltre”.

“Battito Bianconero” in termini organizzativi come è strutturato?

“Abbiamo come tutti i club un direttivo con a capo il Presidente (cioè la sottoscritta, Daniela Ferrazzano). Ogni dirigente ha delle responsabilità specifiche, dal responsabile dei rapporti con la Juventus al Segretario e al tesoriere, ma la cosa fondamentale è l’amicizia e la fiducia reciproca che ci permette di decidere tutti assieme qualsiasi cosa per il bene del socio e del club. Ciò richiede più tempo ma ci permette di prendere decisioni di squadra non da parte della singola persona. Il direttivo è strutturato nel modo seguente: Presidente: Daniela Ferrazzano di Foggia, Vice presidente: Michele Nigro di Accadia, Segretario: Michele Mascis di Manfredonia, Tesoriere e referente club: Luigi Manzo di Foggia, Responsabile rapporti con i soci: Luciano Carnevale di Manfredonia. Consiglieri: Giuseppe Donatacci di Foggia, Lorenzo Loporchio di Manfredonia e Gaetano Brigida di Manfredonia. Ci sentiamo tutti partecipi e i soci sono parte di tutto ciò con proposizioni che raccogliamo e discutiamo. Il singolo socio è il primo artefice del nostro club”.

Dopo la chiusura delle vostre attività per la scorsa stagione, presidente, vuole tracciare un bilancio? Si ritiene soddisfatta dell’annata?

“Mi ritengo molto soddisfatta. Abbiamo ottenuto risultati che sono andati oltre le più rosee delle aspettative. Abbiamo ricevuto larghi consensi, siamo riusciti anche a realizzare trasferte con pullman da noi organizzati, abbiamo soddisfatto tutte le richieste dei soci e concluso la stagione con una bella cena evento”.

Per questa nuova stagione, quali progetti e/o iniziative metterete in campo per gli juventini?

“Lo scopo della nostra associazione è favorire la crescita di una cultura sportiva anche tramite la conoscenza personale tra i soci. Pensiamo quindi di incrementare le occasioni di incontro attraverso eventi ricreativi, con spazio alle famiglie e all’organizzazione di trasferte in Italia e in Europa non limitate al solo evento sportivo ma includendo anche visite e percorsi culturali. Pensiamo in particolare alla città di Torino che non è solo Juventus Stadium e Museum ma una città europea tra le più belle e affascinanti”.

Avete una sede dove i tifosi possono venire a trovarvi o contate in futuro di poterla avere?

“Abbiamo una sede legale per esigenze burocratiche, dove è comunque sempre presente un rappresentante del club, ma, al momento, non abbiamo intenzione di aumentare le spese a carico dei soci con una sede fisica, anzi è stata una premessa fondamentale alla nascita del club. Dare il massimo chiedendo il minimo”.

Quali tra le esperienze vissute a capo del club, con il gruppo, ricorda con maggiore piacere?

“La firma dal notaio è stato un momento molto emozionante, firma che ha sancito la nascita di Battito Bianconero. Poi la telefonata da Torino e il nulla osta che ci riconosceva club ufficiale. Tra i ricordi più belli non posso non citare tutte le trasferte, i viaggi in pullman, l’orgoglio di esporre il nostro stendardo in curva e la cena di fine anno”.

Venendo al campo, la vostra squadra del cuore, dopo tanti anni di trionfi, ha vissuto una stagione complicata. Cosa si aspetta dalla società piemontese e quanto sarà importante il sostegno dei supporters per il rilancio?

“Il supporto della tifoseria è importantissimo, il vero tifoso sostiene la squadra anche e soprattutto nei momenti bui e noi ci saremo sempre. Veniamo da un periodo di successi, 10 anni in cui abbiamo vinto quasi tutto, un ciclo irripetibile per gli altri, ma non per la Juve. Sono certa che presto torneremo ad essere protagonisti perché è nel nostro DNA. Per quanto riguarda l’aspetto puramente sportivo e di campo, nonostante l’annata si sia chiusa senza nessun trofeo, non credo che la squadra sia da buttare via. Se pensiamo al numero incredibile di infortuni che ci hanno perseguitato possiamo ragionevolmente credere che qualche punto in più in classifica lo avremmo meritato: basti pensare che se avessimo vinto lo scontro diretto con l’Inter come avremmo meritato, ci saremmo ritrovati in piena lotta scudetto, ma le recriminazioni non ci appartengono e i piagnistei li lasciamo a chi ci è abituato. In ogni modo, abbiamo piena fiducia nella società e ci aspettiamo qualche inserimento in rosa, almeno uno per ogni reparto. I sogni dei tifosi sono tanti, ma la dirigenza lavora per il bene della squadra e siamo fiduciosi che faranno il meglio possibile.

In difesa quest’anno ci ha lasciato il nostro capitano condottiero in mille battaglie, Giorgio Chiellini. Non sarà facile colmare questa lacuna, forse Koulibaly potrebbe essere il giocatore adatto. A centrocampo si parla di Pogba e sarebbe un gradito ritorno che rinforzerebbe il reparto, che forse è il più incriminato, ma con Locatelli, il ritorno del miglior Mckennie e con Zakaria possiamo essere fiduciosi, senza dimenticare Rabiot, che per quanto possa non essere gradito a molti juventini, è titolare fisso nella sua nazionale. In attacco non dimenticherei che il colpo dell’estate è stato anticipato a gennaio: Vlahovic è l’uomo su cui puntare, poi aspettiamo il ritorno di Chiesa e magari la conferma di Morata, che ha sempre dimostrato di voler giocare con la nostra maglia. Con un’altra pedina il reparto potrebbe essere a posto, non penso a nomi altisonanti o a stelle di prima grandezza, magari un giocatore che possa essere utile anche come vice Vlahovic. Poi c’è il saluto di Dybala e le sue lacrime allo Stadium: nessuno dei tifosi si augurava che si arrivasse a questo, sono immagini che resteranno nella memoria per tanto tempo, così come i suoi colpi di classe e le sue giocate che potevano risolvere le partite da un momento all’altro. Io gli darei una stella allo Stadium, a meno che non passi alla terza squadra di Milano”.

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