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Conosciamoli: Alessandro Morra.

Alessandro Morra

Decimo e ultimo acquisto, non certo per importanza, del nuovo Manfredonia Calcio 1932 è il centrocampista classe 1999, Alessandro Morra.

Cresciuto calcisticamente con il Foggia Calcio, il cerignolano ha militato in serie D con Sporting Molfetta e successivamente nella fila del Barletta e del San Severo. Morra porta ordine e visione di gioco nella terra di mezzo sipontina.

Allora Ale, con quanto entusiamo arrivi a Manfredonia? Un’ opportunità di crescita e rilancio per te. Come ti stai ambientando in questa nuova realtà?

“Arrivo a Manfredonia con tanto entusiasmo perché so che è una piazza calda ed importante. Spero che sia un anno importate per me e ringrazio il mister e la dirigenza per questa grande opportunità. Mi sto trovando davvero bene, si sta formando un gran gruppo”.

Si continua a mettere benzina nelle gambe e a lavorare in vista degli impegni ufficiali. A che punto siete nell’applicazione dei concetti che vuole mister Rufini?

Si lavora giorno per giorno per trovare il prima possibile la giusta condizione. I concetti di gioco nonostante siamo ancora all’inizio sono già a un buon punto”.

Sei un centrocampista di gamba e duttile. Quale posizione ti piace maggiormente in campo? Differenze per te nel giocare a 2 o a 3?

“Sono un giocatore che riesce ad adattarsi in qualsiasi posizione del campo, sia a destra che a sinistra, ma se dovessi scegliere la mia posizione preferita è quella di mezzala. Giocare a 2 o a 3 per me non ha molta differenza, come ho detto so adattarmi a tutti i concetti e moduli di gioco che possono servire”.

Il modulo inizialmente sarà un 3-5-2 prettamente offensivo. Per caratteristiche sei una mezzala che va dentro e ama inserirsi in zona gol?

“Sono una mezzala che sfrutta tutti i movimenti giusti degli attaccanti e degli esterni per inserirmi nel momento giusto e finalizzare l’azione con un gol o un assist, o semplicemente con un movimento concreto che serve a sviluppare la manovra offensiva. Sono molto attento a come si svolge l’azione e oltre ai miei compagni cerco di sfruttare anche eventuali errori difensivi degli avversari. La mia caratteristica è quella di saper leggere la situazione in modo abbastanza rapido”.

In organico vi è stata una mezza rivoluzione ma siete in tanti a conoscervi calcisticamente per passate esperienze. Credi che la vostra intesa, di cui si sono visti sprazzi anche nelle vostre primissime uscite, possa sorprendere gli avversari specialmente nelle prime gare?

“Sicuramente abbiamo già una buona intesa e questo può aiutare sia nella prime gare e sia ai nuovi compagni di squadra a far capire rapidamente i concetti del mister. C’è tanto da lavorare ma siamo a un buon punto”.

Il calcio è fatto per far divertire la gente e ha bisogno del pubblico. A tuo parere, questo campionato non può scoraggiare proprio l’ afflusso dei tifosi, soprattutto quando le compagini non avranno più nulla da chiedere al torneo?

“A mio parere il pubblico deve sempre esserci e i tifosi del Manfredonia sono molto legati alla maglia e alla storia di questa città e non si lasceranno scoraggiare per nessun motivo.
Speriamo di riuscire a regalare spettacolo e soprattutto molte vittorie ai tifosi”.

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