Italia da leggenda alle Olimpiadi 2020.

Una cascata di successi. Una Olimpiade da ricordare, e da raccontare a future generazioni, che entra di diritto nella storia dello sport italiano. La staffetta 4×100 di atletica leggera (Petta- Jacobs- DesaluTortu) ha messo la ciliegina sulla torta ad un’ edizione complicata ma magica che ci ha fatto quasi dimenticare le difficoltà del momento pandemico.

Mai una spedizione azzurra aveva conquistato 40 medaglie olimpiche, quattro in più di Los Angeles ’32 e Roma ’60, con 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi.
Sicuramente ci si attendeva qualcosa di meglio dalla scherma, da sempre miniera di allori azzurri e ora, invece, alle prese con rimpianti e discussioni in federazione. Pochi da salvare, tra questi la certezza foggiana e la straordinaria impresa di Gigi Samele, battuto nella sciabola solo dal fuoriclasse magiaro, e argento anche con i suoi compagni di team. Riflessioni che anche gli sport di squadra dovranno pur fare, non avendo portato neppure una compagine oltre i quarti, in nessuna specialità sportiva. In alcune discipline, siamo abituati troppo bene. E quando i più stavano già cantando il de profundis, arriva ciò che non ti aspetti. La fotografia che passerà negli almanacchi e nelle collezioni di tutti gli appassionati. Dopo l’abbraccio di Vialli- Mancini nell’altra incredibile impresa, con la vittoria degli Europei di calcio dello scorso luglio, il book italico si arricchisce di uno altro scatto indimenticabile. GianMarco Tamberi e Marcell Jacobs avvolti in un abbraccio tricolore, dopo i più strepitosi 10 minuti di ogni edizione, alle quali le nostre delegazioni abbiano mai partecipato. Gli istanti più importanti nella storia dello sport italiano, che ci hanno regalato l’uomo che vola più in alto e quello che corre più veloce del pianeta (9’80” da impazzire).


Trionfi che vanno oltre il prestigio, già enorme, della mera medaglia. Sono inni alla competizione sportiva, in una sinfonia di emozioni che ha travolto milioni di italiani davanti alla tv, in un mix di tifo e commozione. Storie di atleti e cittadini, accomunati dalle stesse parole: resilienza, sacrifici, voglia di emergere ed adattabilità, tradotti alla perfezione dai pugliesi: dal lottatore Dell’Aquila, ai marciatori Palmisano e Stano, che in perfetto spirito olimpico, s’inchina ai suoi avversari giapponesi, dopo il traguardo. C’è anche orgoglio manfredoniano nel ricco carniere di 5 ori dell’atletica azzurra, con il nostro Antonio La Torre, direttore tecnico della Fidal, che sorridente ha dichiarato in una recente intervista:Ci siamo messi in un bel guaio e adesso inizia la sfida per mantenersi in questa nuova dimensione, o molto vicini. Da adesso in poi la mentalità deve essere che si può fare“.

Prima volta anche per il quartetto del ciclismo su pista(Consonni-Ganna- Lamon-Milan) con la gemma del record del mondo. Soddisfazione per le vittorie sulle acque, delle azzurre del canottaggio Cesarini- Rodini, e del tandem della vela con Tita e Banti. Esordio felice anche per il karate, dove il Gorilla di Avola, Luigi Busà, s’impone facendo rispettare i pronostici della vigilia. Abbiamo conosciuto storie di vita, culture diverse e tanti personaggi. Menzione speciale per la divina, Federica Pellegrini, ritiratasi con la 5°finale olimpica, come lei nessuno mai, e la dolce Vanessa Ferrari, che corona il sogno del podio dopo mille traversie ed infortuni, all’età di 30 anni, dopo un’esecuzione impeccabile ed un argento che le va stretto.

Medagliere che ha visto 16 giorni di gare con almeno una medaglia al giorno e in 19 discipline diverse. Un record assoluto per un’estate leggendaria.

La cerimonia di chiusura è appena conclusa ma il sacro fuoco di Olimpia con la sua torcia è già partito per Parigi 2024.

Ph:Federazione Italiana Atletica Leggera

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