Marianna D’Alessandro firma con l’Acf Arezzo

Il calcio femminile nel Belpaese ne ha fatta di strada ma altrettanto ne deve ancor fare, sia da un punto di vista tecnico-atletico, sia per la mentalità dell’opinione pubblica, che spesso accomuna lo sport praticato dalle fanciulle ad uno sport minore. Le recenti manifestazioni dei Mondiali, con le nostre ragazze che hanno ben impressionato fino a quarti ed i campionati Europei (eliminate ai gironi) terminati qualche giorno fa, con un’ampia copertura televisiva, aiutano in modo evidente la crescita del movimento italiano, che paga ancora un certo gap con le altre potenze del pallone. L’aumento del numero delle tesserate e delle spettatrici sugli spalti lascia ben sperare e con l’avvento del professionismo, il trend in ascesa si consoliderà ulteriormente.

Anche in provincia di Foggia è palese l’ascesa del calcio femminile che, pian piano, sta fornendo talenti anche a società nazionali blasonate. Dopo l’esperienza di Tessa Mendolicchio con l’Empoli Ladies, nel 2020, e di altre giocatrici del territorio, nel recente passato con la Pink Bari e l’Apulia Trani, in questi giorni è salita agli onori della cronaca Marianna D’Alessandro, le cui prestazioni sportive sono state acquisite dall’Acf Arezzo.

L’atleta nata a Foggia, classe 1999, è attualmente in ritiro con le proprie compagne di squadre agli ordini di mister Testini, in quel di Chitignano (AR), dove sta preparando il primo impegno ufficiale del 28 agosto in Coppa Italia a Trani e successivamente il difficile campionato di serie B.

I tanti appassionati di futsal la ricorderanno come protagonista sui parquet, con le maglie di Bisceglie, Manfredonia e San Severo, nella quale si è distinta a suon di prestazioni e gol. Abbandonato il pallone a rimbalzo controllato, la D’Alessandro ha iniziato un’avventura totalmente nuova, a riprova della sua tenacia e del suo talento, lasciando la sua confort zone, lontana dai propri affetti familiari e in un ruolo diverso in mezzo al campo. Trascorse le prime due stagioni con la maglia del Pontedera, ora il contratto fino al 30 giugno 2023 in amaranto.

L’abbiamo sentita per Sportivamente, direttamente dalla sede toscana del suo ritiro, per rivolgerle le nostre domande sulla sua passione, sull’imminente stagione e sugli auspici futuri.

Come è iniziata la tua passione per il pallone?

“Non c’è un momento preciso in cui è nata la mia passione per il calcio. So solo che il pallone da sempre è stato il mio migliore amico, fin da quando ho mosso i miei primi passi”.

Un passato anche di alto livello nel calcio a 5 con Bisceglie e Manfredonia 2000 e diversi titoli e soddisfazioni. Quali sono i tuoi più bei ricordi e le maggiori differenze con il calcio a 11?

“Sicuramente uno dei ricordi più belli è stata la vittoria delle Final Eight con l’Asd Manfredonia 2000, la tripletta in semifinale e il gol in finale. Ma in generale tutte le partite, tutte le squadre per le quali ho giocato nel calcio a 5 mi hanno lasciato ricordi bellissimi che porterò sempre con me. Le differenze con il calcio a 11 sono in primis le differenti dimensioni del campo che impongono necessariamente allenamenti diversi. In generale molte sono le differenze, dal controllo della palla ai movimenti in campo”.

La vita da calciatrice non è facile. Calcio, lavoro e privato. Come gestisci il tutto?

“Occorre tanto sacrificio. Cercare di incastrare calcio e lavoro non è facile ma per ora ci sto riuscendo. Tutto ciò implica ovviamente dei sacrifici anche nella vita privata ma per fortuna ho persone che mi sostengono in quello che faccio”.

Come hai iniziato la tua avventura calcistica in Toscana?

“Una serie di circostanze ha fatto sì che mi trovassi nel posto giusto al momento giusto. Nel giro di pochi giorni, ho lasciato Foggia e ho cominciato la mia avventura nel calcio a 11. La mia testa e il mio cuore gridavano: andiamo!”.

Per te che hai sempre giocato in avanti, hai trovato difficoltà e quali nel passaggio ad esterno difensivo?

“La maggiore difficoltà è non fare più goal, questo aspetto un po’ mi manca, ma mi sono resa subito conto che nel calcio a 11 il ruolo di punta non fa per me. Inizialmente non mi sentivo io e soprattutto non mi sentivo pronta per questo ruolo, ma più il tempo passa e più colmo le mie lacune con la consapevolezza che devo migliorare ancora in tanti aspetti”.

Hai lavorato con il maestro Ulivieri. Che consigli porti con te?

“Mister Ulivieri ha creduto in me sin dal primo allenamento di prova. Il primo consiglio che mi ha detto è stato: “Hai del potenziale, c’è qualcosa da migliorare ma se hai la testa e tanta costanza raggiungerai ottimi traguardi.” Colgo l’occasione qui per ringraziarlo. È una persona che mi ha lasciato tanto a livello sportivo ma anche a livello umano”.

Ora la chiamata dell’Arezzo in B. Con quali ambizioni e perché hai sposato il loro progetto?

“L’ambizione è sicuramente quella di andare sempre oltre, ho sposato questo progetto perché   l’Arezzo mi è sembrato il posto giusto per continuare a crescere e mettermi in gioco in un campionato di serie B dove ci saranno squadre molto forti e ragazze con tanta esperienza. Il mister Testini mi ha ispirato tanta fiducia e sono sicura che mi aiuterà tanto in questo percorso”.

Per caratteristiche a quale giocatore/ giocatrici ti ispiri?

“Come giocatore sicuramente a Cristiano Ronaldo. Per me è il re, soprattutto per la costanza e la dedizione per gli allenamenti e la voglia di essere sempre il migliore. Nel mio ruolo, un terzino italiano che mi piace tantissimo è Leonardo Spinazzola. Mi ha fatto sognare ai recenti Europei e ci sono rimasta malissimo quando si è fatto male”.

Dove va, secondo te, il calcio femminile dopo il professionismo? Riuscirà a farsi apprezzare anche dai tanti che lo denigrano perché continuano a paragonarlo al maschile?

“Finalmente il calcio femminile italiano, indietro anni luce rispetto al panorama europeo, è riuscito a conquistarsi il professionismo ma la strada è ancora lunga. Credo che però ci sia bisogno di continuità nel tempo, soprattutto favorendo in tutta Italia una crescita del calcio femminile sia a livello di strutture (che favoriscano le piccole calciatrici a proseguire un sogno avendo però delle basi solide) sia a livello di professionisti che pian piano credono in questa realtà. 

Sulla questione di denigrare il calcio femminile, penso sia un problema più che altro culturale che si risolve nel tempo favorendo una corretta comunicazione senza fare paragoni con il calcio maschile. Sono fiduciosa, vedo segnali positivi in Italia ma ripeto la strada è ancora molto lunga”.

Qual è il sogno calcistico di Marianna D’Alessandro?

“Senza troppi giri di parole, il sogno di ogni bimbo o bimba innamorata di questo sport è quello di arrivare ai massimi livelli e avere l’opportunità di giocare le competizioni più importanti e soprattutto vestire la maglia della nazionale”.

Hai dei ringraziamenti da fare?

“Sicuramente ringrazio mister Ulivieri che ha sempre creduto in me e mi ha dato la possibilità di poter continuare a coltivare questa mia passione. Vorrei salutare e ringraziare tutte le ragazze del Pontedera, che in due anni mi hanno insegnato tanto con la loro esperienza. Ringrazio la società dell’Acf Arezzo e il mister Testini per questa opportunità e spero di dare il massimo e crescere con loro in questo progetto ambizioso. Infine, ma mai per ultima la mia famiglia che mi sostiene a distanza e chi mi sta accanto da sempre e mi ha spronato nel provare questa nuova avventura”.

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