Serie A, la settima giornata cambia gli equilibri: Lazio e Inter volano, Juventus e Napoli si perdono


La Lazio umilia la Juventus a Torino e risponde all’Inter. La Roma resta in scia, il Milan ritrova il sorriso e il Venezia firma l’impresa contro il Napoli. Una giornata senza pareggi che racconta un campionato sempre meno prevedibile.

Sette giornate possono essere poche per stabilire chi vincerà uno Scudetto, ma sono sufficienti per capire chi ha già trovato la propria strada e chi, invece, rischia di smarrirla. Il settimo turno della Serie A 2026/2027 lascia in eredità una classifica che comincia ad allungarsi, qualche certezza in più e diversi interrogativi destinati ad accompagnare le prossime settimane.

In cima continuano a guardare tutti dall’alto Inter e Lazio, appaiate a 19 punti. Alle loro spalle resiste la Roma, mentre Juventus e Napoli escono dal weekend con ferite difficili da nascondere. Il dato più curioso? Dieci partite, dieci verdetti, nessun pareggio.

La Lazio non si nasconde più. Juventus, il problema è più profondo.

Il risultato che pesa maggiormente arriva da Torino. La Lazio si presenta all’Allianz Stadium, segna tre volte e lascia alla Juventus soltanto le macerie di una serata da dimenticare.
Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru firmano uno 0-3 che racconta molto più del semplice divario emerso sul terreno di gioco. La squadra di Gattuso dimostra personalità, organizzazione e una consapevolezza crescente nei propri mezzi. Non è più soltanto una formazione capace di sorprendere: è una squadra che sta imparando a convivere con le ambizioni.
Dall’altra parte, la Juventus di Spalletti resta ferma a 11 punti, già a otto lunghezze dalla vetta. Un distacco che a ottobre non rappresenta una condanna, ma impone riflessioni immediate. Il tempo per recuperare esiste, quello per continuare a sbagliare comincia a ridursi.

L’Inter sa soffrire, la Roma non perde terreno.

Per restare davanti non basta vincere quando tutto funziona. Bisogna saper reagire anche quando una partita prende una direzione inattesa.
L’Inter lo dimostra a Bologna. Il vantaggio iniziale di Pobega complica i piani nerazzurri, ma la formazione interista non perde lucidità. Thuram ristabilisce l’equilibrio prima dell’intervallo, Carlos Augusto completa il sorpasso e Bonny mette al sicuro il risultato. Finisce 3-1, con tre punti che valgono il mantenimento del primato.
La Roma risponde senza concedersi distrazioni. Il Genoa resiste per un tempo, poi Castro e Lulli indirizzano la sfida dell’Olimpico. Il 2-0 permette ai giallorossi di salire a quota 17, confermandosi la principale inseguitrice della coppia di testa.
Tre squadre racchiuse in due punti. La lotta per il vertice, almeno per il momento, non concede tregua.

Il Venezia firma l’impresa, il Napoli perde un’occasione.

Se a Torino arriva il risultato più pesante, al Penzo si consuma probabilmente quello più inatteso.
Il Venezia supera il Napoli grazie alla rete di Adams al 49′, regalando a Davide Nicola un debutto vincente sulla panchina lagunare. Un successo che vale molto più dei tre punti: restituisce fiducia a un ambiente bisognoso di risposte e dimostra che la classifica, almeno in campo, non può mai rappresentare una garanzia.
Per il Napoli è una sconfitta difficile da digerire. Le ambizioni di alta classifica passano anche dalla capacità di affrontare avversarie sulla carta meno attrezzate, soprattutto quando gli spazi si riducono e la partita richiede pazienza.
Gli azzurri lasciano invece Venezia senza reti e con un’occasione sprecata.

Milan, tre punti e qualche brivido. Il Como continua a stupire.

A San Siro il Milan sembra avere tutto sotto controllo contro l’Atalanta. Ramos, Rabiot e Gila costruiscono un vantaggio di tre reti, prima che Gaetano e Krstovic riaprano improvvisamente una partita apparentemente chiusa.
Il 3-2 finale premia i rossoneri, capaci di conquistare un successo importante, ma lascia anche qualche interrogativo sulla gestione dei momenti decisivi.
Continua intanto a farsi notare il Como, che espugna Firenze con un convincente 3-1. Un’altra prestazione che conferma come la formazione lariana abbia intenzione di ritagliarsi uno spazio importante in questo campionato.
Per la Fiorentina, invece, arriva un’altra serata amara davanti al proprio pubblico.

Raimondo si prende la scena, Lecce e Monza lanciano segnali importanti.

La giornata si era aperta con lo spettacolare 4-2 del Frosinone sul Sassuolo. A prendersi tutti i riflettori è Antonio Raimondo, autore di una tripletta che indirizza la sfida e regala ai ciociari una vittoria preziosa.
Colpo esterno anche del Lecce, che travolge l’Udinese per 3-0 con Gaspar, N’Dri e Siebert. Un successo netto, costruito con concretezza e personalità.
Il lunedì completa il quadro con altre due affermazioni pesanti. Il Monza rifila quattro reti al Cagliari, trascinato dalla doppietta di Varela, mentre il Torino passa a Parma con un secco 3-0. Protagonista Giovanni Simeone, autore di due gol, ai quali si aggiunge quello di Adams.

Una classifica che comincia a parlare.

La settima giornata lascia un messaggio piuttosto chiaro: il campionato non aspetta nessuno.
Inter e Lazio procedono a ritmo elevato, la Roma tiene il passo e il Milan prova a trovare continuità. Alle loro spalle, però, ogni risultato può modificare rapidamente prospettive e ambizioni.
Per Juventus e Napoli arriva il momento delle risposte. Per Venezia, Como e le altre protagoniste del weekend, invece, la consapevolezza che anche contro avversarie più blasonate esiste spazio per costruire qualcosa di importante.
Lo Scudetto non si assegna a Ottobre. Ma è proprio in giornate come questa che, qualche volta, si comincia a perderlo.

𝐀 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚 ✍️

📷Spazio Lazio

Fonte Foto: Spazio Lazio

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